Ci sono nomi che, a pronunciarli oggi, lasciano addosso una strana malinconia, quasi un senso di occasione sprecata. Pensiamo ad Hachim Mastour. Qualche stagione fa era stato incoronato con fin troppa fretta come il baby fenomeno per eccellenza, il predestinato destinato a spaccare il mondo in maglia Milan. La realtà, però, presenta sempre il conto: a ventisei anni compiuti, l’ex prodigio riparte dalla provincia profonda, avendo appena firmato per la Virtus Verona in Serie C.
E non è certo l’unico inciampo del nostro calcio. Il campionato italiano è pieno di promesse mancate e talenti incompiuti: ragazzi come Macheda e Longo, o ancora Lupoli e Beltrame, etichettati come campioni prima ancora di allacciarsi gli scarpini. Sono state vere e proprie meteore, incompresi forse, ma sicuramente schiacciati dal peso di responsabilità mastodontiche. A conti fatti, tutto quello che luccicava non era affatto oro, ma solo il riflesso ingannevole di un sistema che troppo spesso brucia i suoi figli sull’altare dell’hype.
Oggi, per fortuna o per necessità, dalle parti di via Aldo Rossi l’aria è cambiata e si bada decisamente più al sodo, muovendosi su tavoli internazionali dove le logiche di mercato si intrecciano in modi piuttosto complessi. Lasciati alle spalle i baby fenomeni, le attuali strategie dei rossoneri stanno finendo per incrociarsi a filo doppio con quelle dell’Atletico Madrid. Il vero terreno di scontro? La cabina di regia a centrocampo.
Da una parte c’è il fronte Leon Goretzka. In uscita dal Bayern Monaco, il tedesco è un profilo che in passato ha gravitato parecchio nell’orbita del Diavolo, ma secondo i media spagnoli di recente è stato offerto in modo diretto ai Colchoneros. La vera partita a scacchi con la squadra di Madrid, tuttavia, si gioca su un altro nome: Morten Hjulmand. Il danese non è un volto nuovo per la Serie A, visti i suoi ottimi trascorsi a Lecce, ed è un pallino dichiarato della dirigenza. A rendere la pista ancora più calda c’è un dettaglio da non sottovalutare: Hjulmand ha già militato nello Sporting CP proprio agli ordini di Amorim, il neo-tecnico del Milan. È un legame solido, che in questi giorni sta alimentando non poche speculazioni su un suo possibile sbarco a Milano.
Eppure, per quanto il valzer dei centrocampisti e i duelli con l’Atletico possano fare gola e riempire i titoli dei giornali, la vera urgenza della squadra viaggia su binari molto più pragmatici. Come fatto filtrare dall’esperto di mercato Matteo Moretto, per le prossime settimane le priorità assolute sono altre. Prima di lanciarsi in aste estenuanti per la mediana, il Milan ha un disperato bisogno di mettere le mani su un difensore centrale puro per blindare il reparto arretrato. Meno riflettori e molta più sostanza, insomma: il tempo delle scommesse e dei lustrini sembra essersi esaurito.