C’è un filo sottile che lega la razionalità del mercato europeo alla nostalgia dei puristi dei motori. Da una parte devi fare cassa, vendere auto che la gente usa tutti i giorni per la famiglia; dall’altra hai bisogno di un colpo a effetto, un progetto che ricordi al mondo chi sei e da dove vieni. La strategia attuale di Nissan sembra muoversi esattamente su questo crinale, spaccata a metà tra l’efficienza ibrida della sua best-seller a ruote alte e l’imminente rinascita di una berlina sportiva che si porta dietro un nome leggendario.
Partiamo dal pane quotidiano, quello che tiene in piedi i bilanci. La terza edizione del Qashqai (con un listino che parte da 32.600 euro) è la quintessenza del crossover moderno. Ha un design che non passa inosservato, con quella mascherina trapezoidale enorme e gruppi ottici sottili, poggiato su cerchi che arrivano fino a 20 pollici. Dentro è un salotto ben rifinito, dall’impostazione classica ma annegato nella tecnologia. Hai davanti un display da 12,3 pollici totalmente configurabile, un head-up display che funziona dannatamente bene e una piastra per la ricarica wireless buttata in mezzo a quattro prese USB. Tutto bello, tutto comodo, anche se i comandi del clima diventano illeggibili se la luce entra nell’abitacolo con l’angolazione sbagliata e le tasche nelle portiere sono piccole per un’auto da famiglia.
L’ergonomia vive di luci e ombre. Dietro si sale a bordo con una facilità disarmante grazie alle portiere che si aprono praticamente a 90 gradi. Davanti la seduta è alta, dominante, ma chi cerca la posizione di guida perfetta dovrà scendere a compromessi: il volante è piuttosto inclinato in avanti e finisce inevitabilmente per restare o troppo in basso o troppo vicino al petto. E se hai parecchi bagagli, preparati a fare i pesi, perché la soglia di carico impone di sollevare le valigie un bel po’ da terra.
Sotto il cofano, la faccenda si fa interessante. I mild-hybrid 1.3 turbo benzina (da 140 o 158 CV) fanno il loro lavoro onestamente, abbinati a un manuale che è un burro da manovrare o a un automatico Xtronic a variazione continua decisamente fluido. Ma la vera quadratura del cerchio è la versione e-Power da 205 CV, disponibile solo a trazione anteriore. È un full hybrid anomalo: il motore termico fa solo da generatore, mentre le ruote sono mosse esclusivamente dall’elettrico. Il risultato? L’auto schizza via al semaforo e beve pochissimo, con un divario di consumi enorme rispetto al 1.3, specialmente nel traffico congestionato. Se dovessi firmare l’assegno oggi, punterei al risparmio con un allestimento Acenta o N-Connecta manuale, ma se i km in città sono tanti, l’e-Power vince a mani basse. Dinamicamente la macchina si muove bene, lo sterzo è diretto e l’insonorizzazione è da categoria superiore — a patto di non viaggiare su asfalti rugosi con i cerchi da 20, che inevitabilmente tirano dentro un po’ di rumore di rotolamento.
Benzina sul fuoco: la nuova Skyline e la scommessa americana
Ma i crossover, per quanto eccellenti, non fanno sognare. E a Yokohama sanno che il nome Skyline ha ancora un peso specifico che quasi nessun altro modello in gamma possiede. Il marchio ha un disperato bisogno di una scossa emotiva e la prossima generazione di questa berlina a trazione posteriore potrebbe essere esattamente quel colpo di coda.
La notizia vera, però, riguarda gli Stati Uniti. I vertici Infiniti hanno già confermato che l’anno prossimo la Skyline giapponese sbarcherà oltreoceano sotto le mentite spoglie della nuova Q50. E qui, contro ogni logica dell’industria attuale che spinge tutto verso l’elettrico o l’ibrido spinto, Nissan sembra voler fare un regalo ai puristi. Sotto il cofano americano ci sarà il caro e vecchio V6 biturbo da oltre 400 cavalli e, per quanto sembri assurdo di questi tempi, è molto probabile che il cambio manuale farà parte della lista degli optional. Una vera berlina sportiva, vecchia scuola.
Esteticamente ci sarà un taglio netto col passato. Sebbene le proporzioni generali della berlina rimangano quelle, la carrozzeria è stata completamente ridisegnata. Basandosi sugli ultimi teaser rilasciati, ci aspettiamo un frontale aggressivo con enormi prese d’aria triangolari, fari a LED spigolosi e una griglia nera mastodontica. Ma è il posteriore che farà scendere la lacrima agli appassionati: ci sono forti richiami alla R34 e alla R35 GT-R, con quei quattro fari tondi che sembrano i postbruciatori di un caccia militare, abbinati a doppi scarichi che ricordano parecchio quelli della nuova Nissan Z. Nuove fiancate, nuove portiere e loghi riposizionati sui pannelli posteriori completano il quadro visivo.
Rimane un’incognita pesante sulle specifiche tecniche e sull’ossatura della macchina. Sviluppare una piattaforma da zero per una vettura di nicchia costa, e la situazione finanziaria di Nissan non è esattamente delle più rosee. Non sorprenderebbe affatto scoprire che il nuovo modello poggi su una versione pesantemente aggiornata dell’architettura V37, una base che affonda le sue radici addirittura nella serie V35 lanciata nel lontano 2001.
Anche per il mercato interno giapponese c’è ancora nebbia. Una fazione di addetti ai lavori è convinta che in patria la Skyline sarà venduta esclusivamente con motorizzazioni ibride, in ossequio alle normative locali. Altri sperano che il V6 biturbo da 3.0 litri, già visto sulla Z e sulla recente Skyline 400R, trovi spazio sotto il cofano anche nel Sol Levante. Sarebbe l’unico modo per garantire a quest’auto il titolo di berlina sportiva su entrambe le sponde del Pacifico, lasciando ai Qashqai e soci il compito gravoso, ma fondamentale, di far quadrare i conti.