Il momento di Kia: tra il successo della Sportage e l’allarme sicurezza negli Stati Uniti

Il momento di Kia: tra il successo della Sportage e l’allarme sicurezza negli Stati Uniti

Partendo da un prezzo di listino di 33.500 euro, la Kia Sportage si conferma un pilastro fondamentale nel segmento dei SUV medi. Sfruttando la medesima piattaforma tecnica della Hyundai Tucson, la vettura coreana fa dello spazio a bordo uno dei suoi indiscussi punti di forza. L’abitabilità posteriore è generosa e il bagagliaio spicca per capienza tra i vertici della sua categoria. Curiosamente, è proprio la variante a benzina a risultare la più spaziosa in assoluto, grazie al posizionamento intelligente della batteria sotto il divano posteriore, un vantaggio logistico che va parzialmente perso sulle versioni full hybrid a benzina o mild hybrid a gasolio, dove l’accumulatore prende il posto della ruota di scorta.

Abitacolo e tecnologia: un compromesso intelligente

Gli interni denotano una cura costruttiva evidente e, fatto sempre più raro nell’industria automobilistica odierna, si oppongono in gran parte alla dittatura del “tutto touch”. La plancia mantiene infatti una solida presenza di comandi fisici, grandi e facilmente individuabili. Fanno eccezione i controlli del climatizzatore, i quali, sfiorando un tasto dedicato, mutano veste diventando i comandi secondari per l’infotainment. A dominare la scena tecnologica ci pensa un ampio display da 12,3 pollici, cuore di un sistema multimediale reattivo che integra nativamente Android Auto e Apple CarPlay in modalità wireless. Non mancano le chicche pensate per il comfort quotidiano. Troviamo prese USB ben distribuite, un climatizzatore intelligente che attiva il ricircolo in autonomia prima dell’ingresso in galleria per poi disattivarlo all’uscita, e una modalità audio che confina la riproduzione musicale ai soli sedili anteriori, un’opzione preziosa se i passeggeri posteriori stanno dormendo.

Dinamica di guida e motorizzazioni

Sotto il cofano, l’offerta ruota interamente attorno a propulsori turbo da 1,6 litri. La gamma è eterogenea e spazia dal benzina puro, perfetto per chi percorre pochi chilometri ma rilegato purtroppo ai soli allestimenti d’accesso, fino alle più ricche versioni full hybrid, disponibili anche con una tradizionale trazione integrale ad albero di trasmissione. Chi invece affronta lunghe tratte troverà nel mild hybrid a gasolio, magari abbinato all’ottimo cambio automatico, un alleato vivace e poco assetato. Al volante la Sportage convince a pieno per un comfort acustico e un molleggio di alto livello, supportati da una frenata pronta e da uno sterzo preciso. Ovviamente non parliamo di una vettura sportiva. Il peso si fa sentire e un marcato rollio la rende un po’ impacciata nei cambi di direzione repentini. Bisogna poi fare i conti con un paio di scivoloni ergonomici: la levetta del freno a mano, nascosta a sinistra del volante, risulta poco visibile e scomoda da azionare, mentre i gruppi ottici anteriori, spingendosi molto verso il basso, sono particolarmente esposti agli urti durante le manovre di parcheggio.

Problemi oltreoceano: maxi-richiamo per la Carnival

Mentre sui mercati internazionali la Sportage continua a mietere consensi, la casa madre sta affrontando in queste ore una situazione piuttosto spinosa sul fronte americano. Kia America ha infatti annunciato una massiccia campagna di richiamo che coinvolge oltre 100.000 vetture a causa di un potenziale rischio di incendio. Stando a quanto riportato dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia governativa statunitense per la sicurezza stradale, il difetto interessa specificamente 141.032 unità del modello Carnival, prodotte in una finestra temporale che va dal 2022 al 2026.

Il problema risiede in una possibile anomalia in corrispondenza del raccordo tra il tubo di alimentazione e il flauto iniettori, una debolezza strutturale che potrebbe innescare pericolose perdite di carburante nel vano motore. Sebbene le stime dell’ente governativo indichino che presumibilmente solo l’1% dei veicoli coinvolti presenti effettivamente il difetto, il marchio ha preferito non correre alcun rischio. La rete di assistenza ufficiale provvederà a ispezionare, serrare o eventualmente sostituire del tutto l’impianto incriminato a costo zero per i proprietari. Le comunicazioni formali ai clienti, con tutte le istruzioni per mitigare i rischi legati alla sicurezza, verranno inviate tramite posta a partire dal 2 giugno 2026.