L’offensiva cinese del gruppo Chery: alla scoperta di Jaecoo 7 e della sorella maggiore J8

L’offensiva cinese del gruppo Chery: alla scoperta di Jaecoo 7 e della sorella maggiore J8

Il panorama automobilistico sta cambiando rapidamente e il colosso cinese Chery, attraverso il brand Omoda & Jaecoo, intende recitare un ruolo da protagonista. La strategia si basa su un’offerta diversificata che punta a combinare estetica accattivante, contenuti tecnologici di rilievo e prezzi competitivi. Due modelli, in particolare, incarnano questa filosofia: la già nota Jaecoo 7, un SUV dalle linee decise, e l’imponente Jaecoo J8, un’ammiraglia che punta a sfidare i segmenti superiori.

Jaecoo 7: design robusto e ambizioni premium

La Jaecoo 7 si presenta con un passaporto estetico chiaramente ispirato al mondo del fuoristrada. Le sue linee sono squadrate e massicce, con un frontale dominato da una calandra di dimensioni generose a listelli verticali, che crea un netto contrasto con la fanaleria sottile e affilata. La fiancata, pulita e lineare, è impreziosita dalle maniglie a scomparsa, un tocco di eleganza che accompagna lo sguardo verso il posteriore. Qui, i gruppi ottici orizzontali uniti in un’unica fascia luminosa e il portellone quasi verticale sottolineano la solidità del progetto.

Salendo a bordo, l’impressione è quella di trovarsi su una vettura di categoria superiore. L’abitacolo sfoggia materiali morbidi e assemblaggi curati, con una plancia moderna che ospita un imponente schermo tattile a sviluppo verticale — da 13,2 o 14,8 pollici a seconda dell’allestimento — dedicato all’infotainment. Dietro il volante trova posto un cruscotto digitale da 10,3 pollici, affiancato nelle versioni più ricche dall’head-up display. Lo spazio non manca: il divano posteriore accoglie comodamente i passeggeri grazie a un pavimento quasi piatto, mentre il bagagliaio, pur non sviluppandosi eccessivamente in altezza, offre una forma regolare e pratici scomparti laterali.

Sotto il cofano, la Jaecoo 7 propone due anime distinte. La versione termica è spinta da un 1.6 turbo benzina da 147 CV, abbinato a un cambio robotizzato a doppia frizione a sette rapporti. È disponibile sia a trazione anteriore che integrale, quest’ultima gestita da un sistema intelligente capace di inviare fino al 50% della coppia al retrotreno. In alternativa, la variante ibrida plug-in 1.5 TGDI PHEV unisce il quattro cilindri a un motore elettrico per una potenza complessiva di 347 CV, gestita da un cambio automatico a tre marce e trazione anteriore.

Nonostante il prezzo d’attacco interessante di 31.900 euro e una dotazione di serie ricca di ADAS — inclusi i sistemi per l’uscita sicura dai parcheggi e l’avviso di apertura portiere — la vettura non è esente da difetti. Se le finiture e la garanzia di 7 anni (o 150.000 km) sono punti di forza indiscutibili, la dinamica di guida rivela uno sterzo poco comunicativo e un rollio marcato in curva. Inoltre, i consumi dichiarati risultano superiori alla media della concorrenza e la grafica del cruscotto potrebbe risultare poco leggibile per via dei caratteri ridotti.

Jaecoo J8: l’ammiraglia che punta in alto

Se la 7 rappresenta l’ingresso nel mondo Jaecoo, la J8 del 2026 è stata progettata per catturare l’attenzione di chi cerca spazi da grande SUV a costi da segmento medio. Pur essendo un marchio ancora giovane su molti mercati internazionali, la J8 si posiziona come rivale diretta di vetture consolidate come Hyundai Santa Fe e Kia Sorento. Al momento del lancio, l’offerta prevede esclusivamente una motorizzazione turbo benzina e una configurazione a cinque posti, sebbene siano attese in futuro varianti a sette posti e propulsori ibridi plug-in.

Il punto di forza della J8 risiede nel rapporto qualità-prezzo. In mercati come l’Australia, dove il modello è già stato analizzato, il listino parte da cifre che solitamente permettono l’acquisto di SUV di taglia inferiore, come un Toyota RAV4 base. Tuttavia, l’impatto visivo non tradisce questa economicità: l’abitacolo è chiaramente ispirato agli stilemi Mercedes-Benz, con abbondanza di cromature, finiture effetto legno e superfici in nero lucido che elevano la percezione di qualità.

A differenza dello schermo verticale della sorella minore, la J8 opta per una configurazione a doppio display da 12,3 pollici integrati in un unico alloggiamento curvo. La fluidità delle animazioni e la grafica rappresentano un netto passo avanti rispetto ad altri prodotti del gruppo Chery, anche se permangono alcune incertezze nella reattività del tachimetro. Il sistema multimediale è completo, dotato di navigazione e telecamere perimetrali, anche se l’esperienza d’uso quotidiana spinge spesso l’utente a preferire Apple CarPlay o Android Auto wireless.

Il comfort è un altro pilastro della J8. I sedili, rivestiti in quella che il marchio definisce pelle Nappa, offrono regolazioni elettriche avanzate, incluso il supporto per le gambe del passeggero anteriore e funzioni di massaggio accessibili via touchscreen. L’impianto audio Sony a 12 altoparlanti garantisce una resa sonora sorprendente per la fascia di prezzo.

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. Alcune traduzioni nei menu del sistema operativo appaiono approssimative e i comandi vocali possono risultare incerti. Nonostante ciò, la qualità costruttiva generale è solida: l’uso estensivo di materiali soft-touch e la consistenza dei comandi fisici confermano che la J8 non è solo un esercizio di stile, ma un tentativo concreto di offrire un’alternativa premium accessibile, sebbene manchi ancora di alcune opzioni chiave come l’ibrido al lancio.