La settimana finanziaria si apre sotto il segno dell’ottimismo per la Borsa di Milano, che riesce a smarcarsi dai timori globali mostrando una notevole forza relativa. Nonostante le ombre gettate dalle persistenti tensioni geopolitiche, in particolare sul fronte mediorientale, gli investitori hanno scelto di premiare il rischio, confortati anche da un’apertura tonica dei listini statunitensi.
La seduta milanese in cifre
A Piazza Affari, il FTSEMib ha archiviato la seduta del 16 giugno 2025 con un progresso deciso, guadagnando l’1,24% e portandosi a 39.929 punti. L’indice ha sfiorato i massimi di giornata, toccati a quota 39.930, dopo aver oscillato da un minimo di 39.557 punti, confermando un trend rialzista solido per tutta la durata delle contrattazioni.
Il sentiment positivo si è diffuso a macchia d’olio su tutto il listino. Anche il FTSE Italia All Share ha registrato una performance simile (+1,18%), mentre il segmento Star ha messo a segno un rialzo dell’1,08%. Più cauto, ma comunque in territorio positivo, il FTSE Italia Mid Cap (+0,46%). Un dato interessante riguarda però la liquidità: il controvalore degli scambi è sceso a 2,91 miliardi di euro, in calo rispetto ai 3,51 miliardi della chiusura di venerdì scorso, segnale che alcuni operatori potrebbero essere rimasti alla finestra in attesa di ulteriori sviluppi macroeconomici.
Tra i protagonisti della giornata spiccano i titoli bancari, che hanno sostenuto il listino principale. Occhi puntati anche su Mediobanca, al centro dell’attenzione dopo la decisione di rinviare l’assemblea degli azionisti. Sul fronte delle valute digitali, si segnala il ritorno di fiamma del Bitcoin che, nel tardo pomeriggio, ha superato la soglia psicologica dei 107.500 dollari (poco meno di 93.000 euro), confermando l’appetito per gli asset più volatili.
Evoluzione strategica negli ETF energetici
Mentre i mercati azionari tradizionali come Milano festeggiano, l’industria del risparmio gestito continua a innovare per offrire rendimenti in un contesto economico in mutamento. Dall’altra parte dell’oceano, ma con ripercussioni per gli investitori globali, Amplify ETFs ha annunciato un’importante ristrutturazione del suo fondo dedicato alle risorse naturali.
Il fondo, precedentemente noto come “Amplify Natural Resources Dividend Income ETF”, cambia pelle e strategia, puntando ora con decisione sulla generazione di reddito attraverso l’uso di opzioni. Il nuovo Amplify Energy & Natural Resources Covered Call ETF (NDIV) manterrà il suo ticker al NYSE Arca, ma integrerà una strategia di vendita di opzioni call coperte (covered call).
L’obiettivo è ambizioso: il fondo punta a un reddito annualizzato totale del 10% o superiore. Questo rendimento è generato da due motori distinti: i dividendi staccati dalle società in portafoglio e i premi incassati dalla vendita delle opzioni. Il fondo replicherà il VettaFi Energy and Natural Resources Covered Call Index, applicando questa strategia su un paniere di società che pagano dividendi nei settori dell’energia e delle risorse naturali.
I driver della crescita: AI e Re-shoring
La scelta di potenziare questo strumento non è casuale, ma risponde a precise dinamiche macroeconomiche. I settori dell’energia (petrolio, gas, combustibili di consumo) e delle risorse naturali stanno vivendo un momento di forte slancio. Alla base di questo trend ci sono fattori strutturali potenti: l’aumento del consumo globale di energia trainato dall’intelligenza artificiale e dai data center, le iniziative di “reshoring” industriale negli Stati Uniti, l’elettrificazione globale e i massicci investimenti infrastrutturali.
Queste dinamiche hanno rafforzato i flussi di cassa e gli utili delle aziende del settore, rendendole centrali per chi cerca sia rivalutazione del capitale che reddito periodico. Christian Magoon, CEO di Amplify ETFs, ha sottolineato come la domanda degli investitori si stia spostando verso soluzioni capaci di bilanciare la crescita con un’entrata mensile interessante.
Caratteristiche tecniche e prospettive
Il rinnovato NDIV si posiziona all’interno della suite “YieldSmart™” di Amplify e presenta caratteristiche tecniche pensate per l’investitore moderno. Con un expense ratio dello 0,59%, il fondo mira a generare circa il 6% del rendimento dai premi delle opzioni, arrivando al target complessivo del 10% annuo grazie ai dividendi. La distribuzione dei proventi avverrà su base mensile.
Un dettaglio non trascurabile per la semplificazione amministrativa è l’assenza del modulo fiscale K-1, spesso temuto dagli investitori in materie prime per la sua complessità burocratica. In sintesi, mentre piazze come Milano mostrano resilienza nel breve termine, strumenti come il nuovo NDIV suggeriscono che la scommessa di lungo periodo rimane legata all’economia reale, alle infrastrutture e all’incessante fame di energia del mondo tecnologico.