Giovedì, Dicembre 14, 2017

la voce

belgian aleCare amiche e cari amici de La Voce, spero che abbiate trascorso una Pasqua ed una Pasquetta serene, magari degustando qualche Blanche del Belgio per come ne abbiamo parlato la scorsa settimana.

Il Belgio però, come potete facilmente immaginare, non offre solo Witbier: le proposte sono moltissime e il nostro soggiorno in questo Paese si preannuncia lungo e ricco di scoperte birrarie. La tipologia che oggi desidero proporvi, è quella delle Belgian Ale o Belgian Pale Ale. Sono birre molto beverine e non particolarmente alcoliche che racchiudono tutta la dolcezza della Nazione dove nascono: una dolcezza d’ispirazione britannica. Ma andiamo a fare la loro conoscenza più approfonditamente.

BELGIAN ALE (BELGIAN PALE ALE)

Fermentazione: alta
Classificazione legale: da normale a speciale
Classificazione commerciale: specialità
Storia: 19° Secolo – Tipologia abbastanza giovane, affinata con nuovi lieviti e nuovi luppoli dopo la Seconda Guerra Mondiale, ispirandosi alle Ales della Gran Bretagna.
Ingredienti: acqua tipo Burton; mix di malti: Pils, Monaco e Vienna. Luppoli: Stiria Goldings, East Kent Goldings o Fuggles. Lievito alta.
Note: birra di facile bevibilità; l’equilibrio è alla base di queste birre dove parte di sapore o parte di aroma non deve essere predominante verso l’armonia.
Aspetto: ambrato ramato. Schiuma abbondante e persistente.
Area olfattiva prevalente: maltato biscottato leggermente fruttato. Note di floreale e speziato.
Area gustativa prevalente: dolcezza iniziale di malto biscottato, leggermente piccante e agrumato all’arancio e alla pera. Leggermente luppolato. Chiusura secca.
Grado alcolico: da 4,8 a 5,5
Temperatura di servizio: da 6 a 8° C

Se volete provare un abbinamento gastronomico con una Belgian Ale, vi suggerisco un tagliere di formaggi. Vi do appuntamento alla prossima settimana con un’altra specialità del Belgio.

A presto e... salute!

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