Giovedì, Ottobre 19, 2017

bersani renzi legge elettoraleSi torna a discutere di legge elettorale ed in particolare a parlarne è stato Pierluigi Bersani, che sul suo profilo Facebook ha scritto: “Sulla legge elettorale, ecco la mia personalissima opinione. Adesso che c’è il testo, nero su bianco, della proposta Pd temo che Prodi e Pisapia dovranno riconsiderare le loro pur cautissime aperture. Questa proposta non c’entra con il Mattarellum”. Per poi proseguire: “Qui c'è una scheda sola, non due. Qui si allude non certo alla coalizione, ma piuttosto a confuse accozzaglie a fini elettorali fra forze politiche”. Frasi che come si poteva immaginare hanno creato ulteriori tensioni proprio nella stessa coalizione cui appartiene proprio Bersani.

Secondo il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, si tratta dell’ennesimo episodio di livore rancoroso di Bersani nei confronti di Renzi: “La nostra proposta di legge ripercorre quello che abbiamo sempre detto, ma la valutazione di Bersani è condizionata da una sorta di rancore verso Matteo Renzi e nulla ha a che fare con il merito. Per Bersani mi sembra ci sia un problema irrisolvibile, in un rapporto da ricostruire nel centrosinistra”, ha sottolineato ancora Rosato.

Gli ha replicato Renato Brunetta (Forza Italia), omologo di Rosato alla Camera, il quale ha dichiarato: “Nessuno può pensare di fare una legge elettorale contro il Partito Democratico, però il Pd non pensi di fare una legge elettorale contro tutti gli altri partiti e gruppi parlamentari, a colpi di maggioranza, magari andando a cercare, con qualche campagna acquisti, voti al Senato. Non è questo il modo, non è questo quello che ci ha chiesto il presidente della Repubblica, non è quello che ci hanno chiesto gli italiani con il voto del referendum del 4 dicembre”.

Ed ha proseguito: “Occorre un’ampia condivisione, occorre che la legge elettorale sia di tutti, non di un partito di maggioranza relativa, ma che sia la legge elettorale di tutti o della più ampia condivisione. Per questo noi rivolgiamo un appello al Pd, perché torni a ragionare assieme a tutti gli altri gruppi in Parlamento, in commissione Affari costituzionali, senza forzature, senza imposizioni né di calendario, né di contenuti. La legge elettorale deve essere di tutti, con la più ampia condivisione, e chiediamo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di vigilare su questo”.

Più veemente l’intervento del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del Movimento 5 Stelle, secondo il quale la situazione riguardo l’eventuale sostegno dei fuoriusciti del suo Movimento alla proposta di legge elettorale risulta tutt’altro che rosea: “Tutto può essere: in Senato il 30% dei senatori ha cambiato casacca. Si avvierà un mercato delle vacche, ma come dimostra la storia, quando si vogliono fare delle forzature non ci riescono”.

Donatella Swift

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