congresso partito comunista cineseIl Segretario Generale del Partito Comunista Cinese e Presidente della Repubblica Popolare, Xi Jiping, ha tenuto il discorso di apertura del XIX Congresso del Partito Comunista, parlando davanti ai 2280 delegati delle province.

Nel suo discorso durato più di tre ore, Xi Jiping ha sottolineato i successi degli ultimi 5 anni, in cui la Cina si è aperta avviando la liberalizzazione di cambi e tassi di interesse, e esposto le ambizioni per costruire una forte nazione entro il 2050, abbassando le barriere agli investimenti stranieri e trattando equamente le imprese straniere ma anche impegnandosi nella lotta al cambiamento climatico.

Xi Jiping, secondo cui il socialismo cinese è entrato in una nuova era in cui la Cina resta la più grande nazione in via di sviluppo, con un tasso di crescita medio-alto che rappresenta una prospettiva luminosa ma anche una sfida impegnativa, si oppone tuttavia fermamente a ogni iniziativa che mini la leadership del Partito Comunista Cinese, danneggiando gli interessi del popolo o mettendo distanza tra il partito e il popolo.

In sintesi, l’economia cinese non chiuderà le porte al mondo ma la Cina non copierà mai i sistemi politici stranieri.

Non sono mancati riferimenti a Taiwan, cui Xi Jiping non ha concesso l‘indipendenza, e a Hong Kong, che non ha ottenuto la maggiore autonomia richiesta, e anche alla lotta al terrorismo, perseguibile costruendo un esercito di prima classe su cui il Partito deve mantenere il controllo.

Dal Congresso il potere di Xi Jiping dovrebbe uscire rafforzato, pochi giorni prima dell’incontro con il Presidente USA Trump, in visita in Estremo Oriente per “sfidare” la Corea del Nord, con cui la Cina pare voler fare fronte comune.

Nei giorni scorsi, infatti, in merito alla tensione geopolitica con la Corea del Nord, la Cina, che oramai, dato l’isolamento della Russia da parte del G7, svolge il ruolo di potenza non solo economica ma anche e soprattutto militare nella regione, si è sempre pronunciata a favore di una soluzione negoziale, timidamente appoggiata dagli USA, inizialmente più propensi a una soluzione militare.

Alessandro Guetta