Martedì, Maggio 23, 2017

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lavoro italia inpsPessime notizie dal mercato del lavoro. I contratti a tempo indeterminato attivati nel primo trimestre del 2017, sono circa 400mila. Ciò significa un crollo del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. A darne notizia è l’INPS nel suo Osservatorio sul precariato. L’Istituto di previdenza sottolinea inoltre che nello stesso periodo dell’anno in corso, le dismissioni di contratti stabili sono state 381.329, dato che consente un saldo attivo di 17.537 posti di lavoro.

Inps, ricordando che nella rilevazione non sono compresi i lavoratori del settore pubblico, i domestici e gli operai agricoli, fa notare che il primo trimestre del 2017 ha visto attivare 1,4 milioni di nuovi contratti di lavoro che però riguardano contratti a termine ed assunzioni in apprendistato. Questo elemento fa risultare i numeri in aumento su base annua, se confrontati col 2016.

Nel periodo gennaio-marzo 2017 sono state assunte a tempo indeterminato, 310.004 unità, al netto delle trasformazioni di contratti di lavoro preesistenti. E’ questo il dato che rappresenta il calo del 7,6% rispetto al primo trimestre 2016. Nello stesso periodo, le assunzioni a termini sono state circa un milione (981.996) e rappresentano un dato in aumento del 16,5% su base annua. Sempre nel trimestre gennaio-marzo 2017, le assunzioni in apprendistato sono state 64.684, con un aumento del 29,5% su base annua. In calo quelle stagionali con 82.747, ovvero -2,6%.

Le cessazioni di contratto registrate nel primo trimestre 2017, sono state 1,1 milioni. Tra queste, 381,329 erano a tempo indeterminato. Analizzando poi il mese di marzo 2017, le assunzioni nuove a tempo indeterminato sono state 102.757, mentre a febbraio non avevano superato le 89.948. Su base annua però, il rapporto è negativo: a marzo 2016, erano state 107.830. I contratti stabili cessati a marzo 2017, sono stati 131,177: dato che registra un aumento sia rispetto al precedente mese di febbraio che al mese di marzo dello scorso anno.

In buona sostanza, il saldo dei contratti a tempo indeterminato, trasformazioni incluse, relativo al periodo gennaio-marzo 2017, è positivo per 17.537 unità ma va detto che ciò è causato dal buon dato di gennaio, quando sono state assunte definitivamente 26.575 persone. Verosimilmente un “effetto traino” delle assunzioni fatte a dicembre 2016 ed agevolate dagli sgravi fiscali dello scorso anno. I mesi di febbraio e marzo consegnano invece un saldo col segno ‘meno’.

Per quanto riguarda la realtà della disoccupazione, prendendo in analisi il mese di marzo 2017, l’INPS ha ricevuto 111.334 domande d’indennità, meglio note come cassa integrazione garantita. Ciò significa un aumento del 12% rispetto al mese di marzo del 2016, quando le domande erano state 99.435. Su base mensile, la percentuale è in aumento del 5,77% rispetto a febbraio 2017. Il periodo gennaio-marzo 2017 ha fatto registrare 381.495 domande per l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione e di queste, 368.993 sono Naspi. Su base annua, l’aumento è del 7% (356.497). Se si va indietro nel tempo, sino al 2014, le domande di disoccupazione inoltrate nel primo trimestre, erano state superiori alle 532.000, mentre nello stesso periodo del 2015, si erano ridimensionate a 494.359.

Sempre a proposito di cassa integrazione, prendendo in esame il mese di aprile 2017, si evince un netto calo delle domande presentate. Le aziende hanno inoltrato richieste in ragione di 23,9 milioni di ore di stop, cosa che comporta un -38,8% rispetto al precedente mese di marzo, quando le ore di fermo da lavoro richieste, erano pari a 39,1 milioni. Ulteriore calo su base annua, considerando le 57 milioni di ore richieste ad aprile 2016: -58,1%. Nel primo quadrimestre del 2017, le ore richieste sono state 129 milioni: su base annua significa -43%.

Antonio Marino

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