Domenica, Dicembre 17, 2017

vino più antico del mondoSono state scoperte in Sicilia, e precisamente in una grotta dentro una giara risalente all'Età del Rame, tracce del vino più antico del mondo. E forse non bisogna stupirsi che sia stata proprio l'Italia, che anticamente si chiamava Enotria, ovvero "Terra dei vini", a custodire per ben 6.000 anni questo prezioso reperto.

La scoperta è avvenuta vicino ad Agrigento, grazie al meticoloso lavoro di un gruppo di ricerca coordinato dall'archeologo Davide Tanasi, dell'Università della Florida Meridionale, mediante studi cui hanno partecipato anche membri del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l'Università di Catania e gli esperti della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento. 

Una scoperta davvero sbalorditiva, vista la portata mondiale, i cui risultati sono stati pubblicati su Microchemical Journal; ritrovamento che ha svelato che la coltivazione della vite e la conseguente produzione di vino in Italia non risalgono, come si era creduto finora, all'Età del Bronzo, bensì vanno retrodatate a duemila anni prima, come confermano i residui chimici rinvenuti in una giara di terracotta, trovata in una grotta del Monte Kronio, e risalente appunto all'Età del Rame, circa 6.000 anni fa.

Si tratta di un tipo di terracotta che, proprio perché non smaltata, ha mantenuto inalterate per millenni tracce di acido tartarico e del suo sale di sodio, sostanze che si trovano in natura negli acini d'uva e nello stesso processo di vinificazione. Ora gli studi si indirizzeranno nel cercare di capire se nella giara siano tracce di un vino bianco o rosso, anche se la difficoltà maggiore è data dal fatto che, per analizzare l'esatta composizione di tali residui, è necessario che il materiale di conservazione, in questo caso vasellame di terracotta, venga estratto perfettamente integro dal terreno.

Donatella Swift

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