Giovedì, Ottobre 19, 2017

Lavoro e giovani. Una societa' che Se e' vero che i nostri anziani sono il patrimonio storico e culturale della Societa', le nuove generazione figurano come il trampolino di lancio verso la "sopravvivenza della specie". Il futuro sara' si gestito un domani dalle nuove generazioni, ma, ricordiamoci che le basi su cui dovra' sorreggersi vengono scritte oggi.

La mia domanda e': in che modo -chi amministra la nostra Societa'- pensa di aver un futuro senza aiutare le nuove generazioni?

Non sono qui per darvi i soliti dati su quanti giovani disoccupati o precari ci sono in Italia (dato che la situazione e' veramente da film di fantascienza e continua a peggiorare), ma capire come i giovani percepiscono il loro futuro lavorativo; preparatevi perché -purtroppo- i dati non saranno dei migliori, usero' due "domande indicatore" tratte da un'analisi di "Rapporto Giovani".
Ponendo la domanda su quante possibilità l'Italia offre di trovare un lavoro ad un giovane con le "sue caratteristiche", il 14,8% dei maschi risponde adeguate, i 33% limitate ed addirittura il 52,2% scarse; per quanto riguarda le donne, la percentuale sia alza in negativo; 9,1% adeguate, 32,5 limitate e 58,4 scarse. La seconda "domanda indicatore" posta, è che salario futuro penseranno di avere (nel caso dovessero trovare un lavoro stabile) dopo il 35esimo anno di eta' (quindi non "salario primo pelo" ma quello volto a costruire una famiglia). Il 76,8% dei maschi pensa che arrivera' massimo ad un salario di 1500/2000 Euro a mese; invece, per quanto riguarda le donne la percentuale sale a 83,6.

A questo punto mi domanderete, "Nadir perché hai posto questa grande attenzione su questi due indicatori?" Perché cari Lettori, chi amministra il nostro bel Paese (perché ricordiamoci sempre che l'Italia e' il Paese più strepitoso al mondo), sta affossando il futuro generazionale in due diversi modi, uno piu' catastrofico dell'altro. Da una parte, aggiungendo tasse su tasse e non operando politiche di sgravo fiscale concrete e fondi economici (non solo sulla carta) per incentivare l'occupazione giovanile (sia come dipendenti che come imprenditori), dall'altra parte, purtroppo, uccidendo i sogni; e qui entrano in gioco i nostri indicatori. Dai dati citati, si capisce quanta poca fiducia ci sia nel futuro, quanta poca speranza e voglia di "combattere" ci sia nel domani; parlando con miei coetanei (ma ragazzi anche piu' giovani) escono frasi come "meglio prendere quello che si trova piuttosto che niente...... ".

Ma si vuole veramente questo? Si vuole veramente che un giovane d'oggi nonché futuro di domani perda completamente ogni speranza? Ma chi amministra la nostra Societa' ha mai provato a guardare negli occhi di una giovane ragazza di 25anni che ti guarda dicendo "tanto sono consapevole che non faro' mai nulla, e' gia' tanto se riusciro' a trovare un lavoro" ... quando la ragazza in questione e' laureata (5 anni) con 110 e lode? Magari mi sbaglio ma l'Articolo 1 della nostra Costituzione non enuncia che "l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro"? Ma lo vogliamo ricordare a chi di dovere? Proprio qualche tempo fa -essendo io un grande sognatore sul filone di Steve Jobs- fantasticavo sulle grandi menti del passato che hanno cambiato con la loro genialita' e sogni la curvatura della storia, quelli che -come diceva Jobs- "Think Different"; poi mi sono soffermato sul presente e mi sono domandato "come puo' essere che non ci siano piu' menti geniali in grado di far progredire in meglio l'umanita'?" ... sapete che vi dico? Che questi cervelli geniali ci sono (e probabilmente sei proprio te che stai leggendo), pero' per colpa di un'amministrazione che non pensa al futuro (e nemmeno al presente), i loro sogni e la loro crativita' sono stati uccisi, per dar vita ad una societa' di automi privi di speranze e fiducia nel futuro.

FORSE, E RIPETO FORSE, E' GIUNTA L'ORA DI FAR QUALCOSA DI CONCRETO PER RIACCENDERE LE SPERANZE, GLI OCCHI ED IL CUORE DELLE PERSONE; ANCHE PERCHE' SE NON SEMINIAMO NULLA OGGI, IL DOMANI NON FARA' PAURA, SEMPLICEMENTE PERCHE' NON CI SARA' !

Nadir Davide Mennuni

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