Domenica, Dicembre 17, 2017

Sposidea 2016Ci sono posti e situazioni che ci incantano, che suscitano in noi particolari emozioni e che, a volte, risvegliano ci qualcosa dentro che si era assopito e che non sentivamo da molto tempo. Spesso queste cose ci fanno ridere e sembrano solo cose utopiche sdolcinate, lontano da noi.

Ma quando poi ci capitano di persona, ci rendiamo conto che non ne eravamo proprio così immuni. Tipo a me questo fine settimana. Ho voluto fare un’esperienza diversa, in un settore che non mi appartiene. O meglio, che pensavo non mi appartenesse ma che invece ho trovato affascinante, ricco e “tanto”. La location poi... mi ha sbalordita e mi sono dovuta ricrede: da scettica ad estremamente rapita! Che assurdità!

Ma... dovete sapere che a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano, nel cuore della Lombardia sorge lungo il Naviglio della Martesana ed il fiume Adda, la maestosa Villa Castelbarco, storica villa immersa in una stupenda cornice naturale di ottocento metri quadrati di parco dove è ancora possibile scorgere cervi e daini in libertà. Io l’ho trovata semplicemente bellissima, maestosa e raffinata. E’ una struttura privata in grado di rispondere alle esigenze di funzionalità del presente nell’elegante cornice architettonica del passato. Con i Castelbarco la villa assunse, infatti, il suo massimo splendore: il conte Cesare, amante delle belle arti e delle lettere, opera nel 1804 una ristrutturazione generale, ampliò e decorò i saloni di rappresentanza, raddoppiò l'ala sud con la realizzazione della limonaia, creò le serre, edificò sulla spianata a lato del terrazzo due palazzine in stile impero adibite a museo e a teatro. Anche il parco di oltre 1200 pertiche venne rinnovato, con la creazione di larghi viali fiancheggiati da statue, laghetti artificiali, tempietti nel gusto romantico dell’epoca. Sul finire dell’Ottocento la villa passò ai Massimini, ai quali subentrarono nei primi del Novecento, i Quintavalle che la occuparono fino alla metà degli anni Sessanta. Attualmente la proprietà fa capo a una società privata denominata “centro arte e cultura del Barco”.

Ai giorni nostri, in questa maestosa e storica villa si svolge la nuova edizione di “Sposidea”, la storica fiera dedicata al mondo del wedding che è un forte richiamo per i futuri sposi, per iniziare a progettare il giorno più bello della loro vita seguita da professionisti e artigiani del settore. E a cui io ho preso parte, come dicevo prima. Il tanto austero mondo che non mi apparteneva era proprio quello del wedding. Mi sono accreditata come stampa, non perché io abbia chissà quale smania di sposarmi, ma proprio perché il mondo del wedding mi sembrava così lontano e spocchioso, che ho voluto immergermi per captarne invece qualche spiraglio positivo in più ed ispirarmi. E devo dire che non sono rimasta delusa! A parte uscire da quella fiera praticamente pronta per sposarmi il giorno dopo grazie a tutto il materiale e le informazioni che ho raccolto in sole due ore, ma anche per la vastità e delle sorprese che questo settore riserva. Per quattro giorni dal 29 settembre al 2 ottobre, in un mondo di puro romanticismo, hanno preso vita eventi, creazioni e allestimenti declinati secondo il fil rouge dell’edizione 2016, la 23esima: «Amore e Libertà».

La villa viene allestita per accogliere i futuri sposi: a partire dalla corte d’ingresso dove quattro “nidi”, realizzati da Oltreilgiardino avvolti da nastri e fili a richiamare gli intrecci dei sentimenti e i legami dell’amore, hanno accolto il pubblico. Fili d’erba e di paglia da cui si origina il nido, ognuno espressione di uno stile: Industrial Chic mood, dal colore grigio perla, pensato per sposi che amano gusti urban e moderni, linee pulite in location di archeologia industriale con allestimenti minimal; Gold Luxury mood, color oro, per chi ama osare, essere glamour e al centro del palcoscenico; ma anche Boho chic mood, dal colore giallo-marrone o verde-rosso ciliegia, solo per animi hippie e country, per sposi estrosi e informali, che amano divertirsi in un mondo vintage. Fino all’ultimo nido, simbolo del fatidico “Si”. Ad accogliere gli ospiti la novità wedding con lo spazio allestito per il photo boot, ultima tendenza USA per rendere il matrimonio indimenticabile: un angolo dove invitati e sposi possono ritrarsi con autoscatti divertenti utilizzando i famosi “props” come baffi finiti, occhiali e altri accessori creando cosi un album fotografico alternativo e indimenticabile.

"Organizzare questa fiera è faticoso ma è una sfida ogni anno stimolante" spiega Marta Menegardo, responsabile comunicazione dell’Ente Fiera del Barco. "La coppia cambia, noi cambiamo con lei. Esistono dati da cui non si può prescindere. C’è crisi economica e per le nozze si spende meno. E ci si sposa meno, cosa che, come organizzatori di una fiera degli sposi, non può che dispiacerci. Ma ci si sposa ancora e ci si crede". Stilisti, graphic designers, pasticceri, maestri floreali, wedding planner, artigiani del territorio, life coach e psicologi, non è mancato proprio nulla: proposte di viaggio, arredi, abbigliamento e musica. Tra gli espositori, nuove proposte e vecchie conferme per un totale di 110 attori del settore pronti a rendere magico e indimenticabile il giorno del matrimonio, di cui il 20% new entry e 3.000 metri quadrati la superficie espositiva.

Girando tra i vari stand, la mia attenzione è caduta su tre in particolare: 'Dolce Confetto' di Cristina, 'White Lady' di Ilaria e 'Easy Chic' di Savina. Tutti ubicati nel Vimercatese, ma con proposte e prodotti differenti. 'Dolce Confetto' si occupa di confetti, bomboniere accessori e articoli regalo; 'White Lady' di abiti da sposa e 'Easy Chic' di calzature. Incuriosita mi sono avvicinata agli stand ed ho curiosato: ho così avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con loro sui loro stand, i loro bellissimi prodotti e sul perché partecipassero a Sposidea.

Nella seconda parte di questo articolo potrete trovare l’intervista a ciascuna di loro! Quindi... alla prossima!

Beatrice Spreafico

 

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