Venerdì, Ottobre 19, 2018

Putin ad Expo 2015In occasione del National day Russia all’Expo, Vladimir Putin è arrivato in Italia per una giornata ricca e folta di impegni. Dunque,sicurezza ai massimi livelli per la visita del Presidente al sito espositivo. 

Il programma è stato definito dopo una serie di sopralluoghi 'monstre' che hanno coinvolto novanta persone di Palazzo Chigi e del Cremlino. Accesso all'evento garantito negli orari regolari per i visitatori, anche se qualche area è stata dichiarata off-limits per ragioni di sicurezza. Il presidente russo è arrivato con un’ora di ritardo: l’alzabandiera ufficiale per dare il via al National Day russo era fissato per le 10.30. Ma Putin e la sua delegazione, composta da dirigenti di importanti gruppi energetici, come Igor Sechin, numero uno di Rosneft e Alexei Miller, di Gazprom, si sono fatti attendere fino alle 11.45. Nonostante questo è stato accolto con una stretta di mano da Matteo Renzi. Il presidente russo, accolto al suo ingresso dal commissario unico, Giuseppe Sala e accompagnato da Renzi si è accomodato nello spazio riservato alla cerimonia ufficiale per la celebrazione della giornata della Russia. Dopo i saluti iniziali Putin ha preso la parola. Inanzitutto si è detto gran sostenitore di Expo: "Il nostro Paese è stato uno dei primi ad appoggiare la domanda italiana". E ha aggiunto: "Sono sicuro che i visitatori del padiglione russo apprezzeranno la nostra ospitalità" ha detto. Nel  suo intervento dal palco, durato una manciata di minuti, Putin ha sottolineato che "Russia e Italia sono legate da rapporti molto stretti" e che "La Russia e l'Italia sono legate da legami molto stretti, è una storia che conta cinque secoli. L'Italia è un investitore importante per la Russia, e con l'Italia collaboriamo nell'arena internazionale, e tra i primi abbiamo appoggiato candidatura italiana all'Expo 2015". E ancora: "Da 160 anni la Russia partecipa all'Expo, a quello del 1906 a Milano raccogliemmo molte decorazioni". E su quello attuale, del 2015: "Il padiglione russo è tra i più grandi con più di 4mila metri quadri di superficie". E ha concluso: "Nel 2014 abbiamo avuto uno dei più grandi raccolti di grano, 105 milioni di tonnellate. Questo ci ha permesso non solo di soddisfare il fabbisogno nazionale, ma di accrescere di 30 milioni il potenziale delle esportazioni". "Lavoreremo insieme per fare non solo dell'Expo un grande momento di riflessione e approfondimento, ma anche per riuscire a ripartire dalla tradizionale amicizia fra Italia e Russia per cercare di affrontare le sfide, sia quelle che ci vedono oggi su posizioni divergenti sia quelle che ci vedono insieme". Con queste parole il premier italiano ha aperto il suo discorso. Poi ha aggiunto: "Parleremo di questioni che dovranno vederci sempre più dalla stessa parte e anche della minaccia del terrorismo internazionale di cui parleremo nella bilaterale più tardi". E ha concluso: "Mi piace ricordare qui oggi una frase di Dostoevskij che rappresenta una pietra miliare della civiltà letteraria del mondo: 'La bellezza salva il mondo'". Prima di visitare il padiglione russo insieme a Putin, Renzi ha scherzato: "Sono molto preoccupato per la gestione delle bevande a quest'ora, pensando alla forza della tradizionale bevanda russa". E dopo la vodka, la battuta sul calcio pensando ai Mondiali 2018 in Russia: "Spero di darvi qualche dispiacere con la nazionale italiana, sportivamente parlando". C'è stato qualche momento di tensione nel pubblico che dietro le transenne ha seguito i discorsi dei leader. Tra le due opposte fazioni c'è stata una discussione piuttosto animata. I sostenitori di Putin gridavano: "No sanzioni". Gli organizzatori che hanno predisposto l'organizzazione di cerimonia istituzionale e alzabandiera, hanno previsto solo giornalisti russi (gli accreditati sono 70) nelle prime file. La stampa italiana è stata relegata in una posizione decisamente arretrata e si è poi spostata in sala stampa quando i leader hanno iniziato a tenere i loro discorsi, perché è l'unico luogo in cui è possibile ascoltare la traduzione. Dopo una visita insieme al padiglione russo e a quello italiano, alle 12.45 Renzi e Putin si sono chiusi in un privatissimo colloquio, con la presenza solo degli interpreti e dell’ambasciatore Armando Varricchio. «Le sanzioni vanno eliminate o modificate, per sostenere le aziende che vogliono collaborare con noi», ha intimato nella conferenza stampa Putin. Che torna a parlare anche di Libia: «La catastrofe di oggi è una conseguenza dell’intervento militare del 2011 e del governo di gruppi estremisti. La Russia voleva risolvere pacificamente il conflitto». La visita di Vladimir Putin all’esposizione universale di Milano è servita per un incontro bilaterale durato circa un’ora. E concluso con una conferenza stampa congiunta, nella quale il presidente russo ha chiesto di far uscire Mosca dall’isolamento: «Le sanzioni europee vanno eliminate o modificate. L’Italia è il quarto partner commerciale della Russia, ma recentemente gli scambi si sono ridotti del 10 per cento e nell’ultimo trimestre sono scesi del 25 per cento. A causa delle sanzioni le imprese italiane non possono guadagnare un miliardo di euro da contratti già siglati». - "Abbiamo parlato delle sanzioni, ma in modo realistico. Abbiamo parlato di come queste sanzioni ci impediscono di collaborare". Ci sono "ostacoli oggettivi che le sanzioni impongono alle imprese che vogliono gli appalti: tutti i progetti in comune sono bloccati da questi provvedimenti". Per il premier Matteo Renzi, tutto ruota attorno all'applicazione "integrale" degli accordi di Minsk 2, anche le sanzioni contro la Russia: "La vera questione oggi riguarda gli accordi di Minsk 2 che se rispettati, e Putin sottolinea integralmente, è la stella polare - spiega Renzi. Se si procederà in modo spedito in quella direzione, la fase di tensioni, di sanzioni e di 'contro sanzioni' commerciali verrà meno. Sono legate al protocollo di Minsk". Forte l'accento posto durante la conferenza sui rapporti con l'Italia: dal gas alla tecnologia i legami tra Russia e Italia sono sempre più forti e il presidente russo Vladimir Putin definisce il Bel Paese "un partner importante" in Europa e ricorda come "gli imprenditori non vogliono interrompere i rapporti" con la Russia, ma mostrano invece un interesse crescente. Putin ha ricordato che l'Italia è il secondo Paese per volume di gas in Europa, mentre sono sempre di più "le aziende italiane che partecipano" negli investimenti russi e puntano a valorizzare e ad accrescere gli stessi. Nel suo intervento, ad esempio, è stata citata la presenza di Enel in Russia e il legame commerciale verrà ribadito nell'incontro che Putin sta tenendo con alcuni rappresentanti delle maggiori aziende italiane. Vladimir Putin ha riferito di aver affrontato con Matteo Renzi diversi dossier internazionali, dal Medio Oriente alla situazione in Siria e a quella dei Paesi del Mediterraneo, oltre alla questione ucraina. Quanto succede in Libia è la "conseguenza della catastrofe economica e la conseguenza dell'intervento nel 2011" che portò alla destituzione di Muammar Gheddafi, ha sostenuto il presidente russo, nel corso della conferenza stampa con il presidente del Consiglio. Dal colloquio Putin-Renzi, ha spiegato poi Renzi, è emersa "la condivisione della preoccupazione e la volontà di trovare insieme una soluzione alla minaccia del terrorismo internazionale". Il premier ha chiesto esplicitamente che "la Russia sia in prima fila contro le minacce globali", a partire dall'Is. Quanto al ruolo di Mosca per risolvere le varie crisi, il presidente russo si è rammaricato dell'esclusione da un foro di discussione come il G8: "Partecipavamo, proponevamo un punto di vista alternativo" ma "i nostri partner hanno deciso che non ne avevano bisogno". Vladimir Putin ha terminato il suo giro ad Expo poco dopo le 15 e si è subito diretto a Roma, per incontrare il Papa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e anche l’amico Silvio Berlusconi. «Può essere l’occasione perché il Santo Padre sollevi in privato qualche preoccupazione», ha osservato Kenneth Hackett, ambasciatore statunitense presso la Santa Sede. Al centro dei colloqui ci sarà sicuramente la situazione dei cristiani, tanto in Siria che in Iraq.  

Beatrice Spreafico

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