Martedì, Settembre 25, 2018

orietta bertiLa campagna elettorale, nonostante la serietà dell'argomento, riesce talvolta a strappare qualche sorriso dato da polemiche che si creano in contesti non strettamente istituzionali. E' questo il caso della popolare cantante Orietta Berti che, intervistata alla trasmissione radiofonica della RAI, 'Un giorno da pecora', alla domanda su chi avrebbe votato alle prossime elezioni, ha candidamente risposto "Il 4 marzo gli voglio dare il voto al mio amico Grillo. Le promesse vanno mantenute!".

Mai l'avesse detto! Le parole della Berti hanno scatenato un vespaio politico forse eccessivo, data la circostanza. Il parlamentare del Partito Democratico, Sergio Boccadutri non ha gradito l'esternazione della cantante e dal suo ruolo di componente della Commissione di Vigilanza RAI si è appellato alla par condicio, anticipando un esposto che vorrà presentare all'Agcom.

"A Radio1, durante Un giorno da pecora, un'artista come Orietta Berti ha espresso tranquillamente la sua intenzione di voto a favore del Movimento 5 stelle. È legale?", si interroga Boccadutri che aggiunge: "Ora, la trasmissione dovrà invitare un elettore per ogni altra lista in campo per il voto del 4 marzo? O forse, sarebbe stata necessaria una maggiore attenzione da parte di chi conduce il programma? È opportuno che l'Agcom valuti se non siamo di fronte ad una chiara violazione della legge, come sembrerebbe, se non sia il caso di comminare delle sanzioni e in che modo possano essere sanata la questione nei confronti delle altre forze politiche". Boccadutri poi si fa vagamente punitivo: "Sarebbe opportuno anche valutare se Orietta Berti, dopo il suo coming out, possa continuare a ricoprire il ruolo di ospite fisso nella seconda parte della trasmissione di Fabio Fazio".

A prendere le difese della Berti, scende in campo il candidato premier del Movimento Cinquestelle, Luigi Di Maio che in una Nota afferma: "Grazie a Dio in Italia c'è ancora libertà di voto, di espressione e di parola, ma il Pd l'ha denunciata all'Agcom sostenendo che avrebbe violato la par condicio. Una follia: in pratica secondo il Pd nessuno può esprimere pubblicamente la sua preferenza elettorale per il MoVimento 5 Stelle" e conclude: "qui siamo davanti a un'intimidazione bella e buona nei confronti di un'artista da parte del partito che, pur essendo minoranza nel Paese, controlla la Rai e il governo. Giù le mani da Orietta Berti!".

A norma di legge, va detto che l'esponente dem non ha tutti i torti. Secondo la nuova legge che norma gli interventi degli opinionisti nelle trasmissioni radio-televisive, "È indispensabile garantire, laddove il format della trasmissione preveda l’intervento di un opinionista a sostegno di una tesi, uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità culturali in ossequio al principio non solo del pluralismo, ma anche del contraddittorio, della completezza e dell’oggettività dell’informazione stessa, garantendo in ogni caso la verifica puntuale di dati e informazioni emersi dal confronto. Ciò è ancor più necessario per quelle trasmissioni che, apparentemente di satira o di varietà, diventano poi occasione per dibattere direttamente o indirettamente temi di attualità politica, senza quelle tutele previste per trasmissioni più propriamente giornalistiche".

C'è da chiedersi se, ora della fine, siano davvero questi i problemi che stanno a cuore agli italiani a 50 giorni dal voto...

Antonio Marino

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